press sicilia
Siciliano
cerca in:
 

    NEWS SICILIA

       · Cronaca (213)
       · Cultura (203)
       · Economia (15)
       · Elezioni (34)
       · Feste e Sagre (116)
       · Gastronomia (70)
       · Internet (19)
       · Lavoro (10)
       · Movida Siciliana (99)
       · Musica (1)
       · Politica (4)
       · Racconti Siciliani (5)
       · Scienza (2)
       · Spettacolo (100)
       · Sport (21)
       · Tecnologie (6)
       · Turismo (117)


    EVENTI DI SICILIA

       · Arte (0)
       · Cinema (0)
       · Concorsi Fotografici (0)
       · Cultura (0)
       · Danza (0)
       · Eventi Fotografici (0)
       · Feste e Sagre (0)
       · Fiere (0)
       · Gastronomia (0)
       · Meeting e Congressi (0)
       · Mostre Fotografiche (0)
       · Movida Siciliana (0)
       · Musica (0)
       · Sport (0)
       · Teatro e Cabaret (0)


    PROGRAMMAZIONE CINEMA
    SICILIANI PROVINCIA DI

       · Agrigento
       · Caltanissetta
       · Catania
       · Enna
       · Messina
       · Palermo
       · Ragusa
       · Siracusa
       · Trapani

 

  SICILIA MAGAZINE

    TURISMO
    · Vacanze in Sicilia
    · Le Isole di Sicilia
    · Le Spiagge Siciliane
    · I Luoghi Sacri
    · Le Riserve Naturali

    · I Castelli Siciliani
    · I Siti Archeologici
    · I Musei Siciliani
    · La Sicilia di Montalbano
    · Mercati Siciliani

    ARTE, FOLKLORE E CULTURA
    · I Teatri Siciliani

    · Gli Attori Siciliani
    · Gli Scrittori Siciliani

    · Uomini Illustri
    · Il Gruppo di Scicli
    · Parchi Letterari in Sicilia
    · Il Cinema in Sicilia
    · I Pupi Siciliani
    · Miti e Leggende

    FESTE E SAGRE
    · La Pasqua in Sicilia
    · Il Natale in Sicilia
    · Il Carnevale in Sicilia
    · Sant'Agata a Catania
    · Santa Rosalia a Palermo

    GASTRONOMIA
    ·  Le Mandorle in Sicilia
    ·  Una Granita di Caffè con Panna
    ·  La Cucina Afrodisiaca Catanese
    ·  Letteratura e Arance
    ·  Forme e Magia dei Dolci di Sicilia
    · La Cucina di Piero Selvaggio
    ·  Formaggi, il sapore dei pascoli
    · Il Barocco in Cucina
    ·  Le Ricette di Pasqua
    · Le Ricette di Natale
    · Intervista con Piero Selvaggio
    · Granita, Passione Siciliana
    · Come nasce il formaggio raguano
    · La Cioccolata Modicana
    · Agrumi di Sicilia
    · Formaggi di Sicilia


Il punto più basso
La Capitale del Perù
La Stella più Vicina
Tiramisù Origini
La Seconda Montagna più Alta
Edificio più Alto del Mondo
Dolce Vita Oscar
Primo Computer
Brasile Italia 1970
Perchè il cielo è blu
 

I QUARTIERI-MERCATO SICILIANI
di Annamaria Amitrano Savarese
foto di Melo Minnella

In un suo celebre dipinto, La Vucciria, Renato Guttuso ha indubbiamente visualizzato, consegnandolo all’immaginario collettivo, il tipico mercato siciliano: nel tripudio dei colori, nella corposa fisicità della folla, nella prorompente evidenza delle merci sui banconi di vendita. Un omaggio, questo, voluto dal grande pittore siciliano perché, di fatto, nell’Isola, il mercato é qualcosa di più di un semplice luogo dove avviene una contrattazione tra venditori e acquirenti. Esso é, ancora oggi, agorà, luogo di confluenza e di attrazione. Palermo, ad esempio, città dai tanti sostrati culturali, ha ben quattro mercati, tutti importanti e storici, nati a ridosso delle mura perimetrali dell’antica città araba e strutturatisi, net tempo, nei quattro mandamenti dett’urbanizzazione spagnola. Oltre a quello detto Vucciria, che ha, appunto, ispirato il quadro di Guttuso — il mercato delle carni, la Bocceria, correzione linguistica del francese boucherie cioé macelleria —, vi sono quelli del Capo, del Borgo Vecchio, a ridosso del mare, ed infine quello assai antico di Ballarò, nel cuore della città, all’Albergheria. Di quest’ultimo dà notizia già il viaggiatone arabo Ibn Hawqal che, nel descrivere il suo viaggio a Palermo nel…, lo situa nel rabad meridionale dove gli abitanti di Balhara — villaggio musulmano sviluppatosi a ridosso della Cattedrale di Monreale —, si recavano per vendere i loro prodotti.

E, difatti, Ballarò, nella sua struttura che prevede una serie di “affacci” lungo le strade, ripete, pedissequamente, la forma del souk arabo: le botteghe e gli esercizi commerciali sono, difatti, t’uno accanto all’altro.

Le merci — ceste colme di frutta e ortaggi, quantità straboccanti di pesci, sanguigne esposizioni di carni macellate, ma anche tessuti, abiti, calzari e tanta altra spicciola mercanzia —sono esposte sui banconi di vendita che si espandono sulla via, dall’uno come dall’altra parte della strada; banchi coperti da teloni che, a seconda della stagione, proteggono te merci dal sole o dalla pioggia.

In mezzo, in una sorta di lunghissimo corridoio si muove una folla affaccendata che guarda, contratta, valuta la convenienza dell’acquisto (spesso le botteghe propagandano, senza timone alcuno di concorrenza, le stesse merci) e si fa sommergere. dalle voci, perché non è raro, ancor oggi, sentire il venditore abbanniare la sua merce con lo scopo di esaltarla e pubblicizzarla. E’ noto come le abbanniate, sia per la loro articotata proposta, che va dalla semplice iterazione del prezzo della merce, ad un repertorio basato su figure retoriche quali comparazioni, perifrasi, metafore, iperboli ed altro; sia per il loro essere espressioni ironiche ed allusive, talvolta anche a carattere erotico, siano state, da sempre, considerate vero e proprio documento di folclore orale ed oggetto di studio, fin dai tempi di Giuseppe Pitré. Allora ascoltarle significa, davvero, entrane nel vivo di una cultura: e se la cadenza iterata e lamentosa della “marca” richiama echi di nenie islamiche, la gente ode e comprende, anche se non sempre vi pone attenzione.

Il mercato é, dunque, in Sicilia, una vera e propria dimensione spazio-relazionale. Da una piazza-via principale, esso quasi sempre si espande, difatti, nel dedalo delle vie circostanti fino a connotare un intero quartiere; sicché, consuetudine vuole che in esso non solo si lavori, ma si abiti. Perciò accade che spesso gli antichi palazzi nobiliari del centro storico, ormai fatiscenti, siano trasformati in un alveare di alloggi sovrastanti i magazzini; oppure che si tipicizzi un’ abitazione piccola e stretta con un portoncino ed una sola rampa di scala in diretta dipendenza con la bottega sottostante. Ogni tanto la linea degli esercizi commerciali si interrompe per dare accesso agli atri dei palazzi oppure ai caratteristici cortili dove, di norma, si svolgono attività di tipo artigianale. Per essi il richiamo va, ancora una volta, all’uso arabo del fonduk. A Ballarò, ad esempio, é ancora visibile il cortile di via del Bosco dove, fino a qualche tempo fa, vi risiedevano e vi lavoravano gli Olivari, coesi netta tono appartenenza sia abitativa sia di mestiere. In questo stesso luogo — mutazione dei tempi — è oggi, invece, un negozio di prodotti tipici africani. La sua padrona, Agnese, vende jam e plantain, rispettivamente patate e banane da cucinare fritte o bollite; vari tipi di peperoncino e altre spezie, il cocojam, ideate per fare un sugo denso e dolciastro, il pesce essiccato, la carne in scatola, il riso africano e tanti altri prodotti alimentari del Ghana, delta Nigeria, delta Costa d’Avorio, del Senegal. E ciò non meravigli, più di tanto, perché, nella specifica vocazione del suo essere “mercato”, cioé istituzione organizzata allo scopo di promuovere lo scambio dei prodotti e facilitarne la distribuzione in relazione a quelle che sono le esigenze dei compratori, Ballarò ha rinnovato la sua funzione di spazio di mediazione commerciale e culturale, ponendosi al servizio dei nuovi abitanti di una Palermo pluralistica e multietnica. Del resto, il mercato tradizionale con le merci, e l’offerta dei servizi, é sempre vissuto in relazione con lo sviluppo economico e sociale delle comunità. Un tempo esso era il polo di attrazione per i villaggi ed i paesi circostanti con un rapporto città-campagna finalizzato al consumo locale che, pertanto, si ritmava sull’attività agricola e pastorale oppure, anche, di pesca, sempre però in stretta connessione col ciclo vegetativo ed ecologico. Poi esso si è strutturato sulle esigenze di una società in divenire con forme sempre più regolari e continue di commercio, in relazione vuoi alla distribuzione delle merci e all’incremento dei consumi, vuoi all’articolato della mutazione sociale. In altri termini, la diffusione e la raggiungibi1ità delle botteghe ha determinato un repentino passaggio dall’acquisto stagionale, differito rispetto al bisogno, tipico di una società contadina, ad un acquisto continuo ed immediato, tipico di una società consumistica. Non a caso il mercato, oggi, da luogo di scambio primieramente alimentare si é trasformato in mercato di merci varie. E’ nata, anche, la figura del mercante, cioé di un mediatore commerciale che organizza una relazione di acquisto-vendita, proprio, presupponendo la regolarità e la continuità dello scambio quale suo lavoro regolare e continuo.

Così il mercato è divenuto un convegno abituate di venditori e compratori in cui si propone merce all’ingrosso e al dettaglio con una forte attenzione at risparmio. E’, peraltro, questa una caratteristica del commercio cosiddetto marginale — che può giovarsi, cioè, sia del basso costo di esercizio dei locali, come delle bancarelle; sia delta scarsa incidenza degli oneri fiscali, come di tutta una rete di relazioni personali, utili per una vendita a basso costo — che continua ad essere, ancora oggi, la sua più evidente ed accattivante peculiarità. In un mercato si propongono, cioè, merci fresche, esito del perpetuarsi di un rapporto che lega la città al suo hinterland, e si può, anche, risparmiare.
Allora si comprende, meglio, penchè al mercato accade spesso che i prezzi delle merci, sui cartelli di carta colorata, non segnino mai la cifra tonda: è un espediente, per invogliare all’acquisto. Un espediente — si direbbe — di furbizia levantina: uno tra i tanti caratteri che i siciliani hanno sedimentato nella lono cultura fatta, come è noto, di una pluralità di esperienze.

Articoli tratti da "La Sicilia Ricercata" - N° 8 "Mercati"

[TORNA ALL'INDICE DEGLI ARICOLI]



Ultime News Siciliane

SPECIALE PONTE DEL PRIMO MAGGIO 2012 NEI VILLAGGI TURISTICI DI SICILIA: RELAX, BENESSERE, E DIVERTIMENTO, EVENTI GIOVANILI CON ANIMAZIONI, SPORT, E SERATE IN DISCOTECA.

SPECIALE CAPODANNO 2012: COSA FARE LA NOTTE DI CAPODANNO? ECCOVI TUTTI I CENONI CON VEGLIONE DOPOCENA, E DISCOTECA FINO ALL'ALBA, LE FESTE TRA CATANIA, SIRACUSA, TAORMINA...

SPECIALE VACANZE E PONTI DI PRIMAVERA (25 Aprile - 1 Maggio - 2 Giugno) NEI VILLAGGI TURISTICI DI SICILIA, TUTTI GLI EVENTI CON FORTE TRAINO GIOVANILE

SPECIALE 8 MARZO 2011: FESTA DELLA DONNA & CHIUSURA CARNEVALE, TUTTO IN UNA NOTTE. GLI EVENTI CON CENA, STREEPTEASE MASCHILE, E DISCO PARTY DI CARNEVALE DOPO LA MEZZANOTTE.

BORGES, VIAGGIO NELLA SICILIA DEL MITO

Inaugurazione della mostra di Elide Triolo Il primo gradino

SPECIALE NOTTE DI FERRAGOSTO 2010, TUTTI GLI EVENTI IN SPIAGGIA O A BORDO PISCINA DA VIVERE IN COMPAGNIA, TRA CATANIA E TAORMINA

FESTIVAL INTERNAZIONALE DI TANGO DELLA SICILIA - dal 10 al 16 agosto

Turismo - La Sicilia protesta

CILE, UN CASO DI CONFLITTO D’INTERESSI FELICEMENTE RISOLTO

PALERMO, I GEOMETRI SUL PIANO CASA :“LA DELIBERA ADOTTATA DAL CONSIGLIO COMUNALE AVREBBE DOVUTO ESSERE RETTIFICATA”

RIGASSIFICATORE - Se un giorno esplodesse una nave di metano…

Modica, “La città nascosta”, al via il 29 luglio la VII edizione della rassegna cinematografica d’essai

Lombardo, ritorno a ... Berlusconi

La Festa di Santa Rosalia a Palermo

   
 
Limitazione di responsabilità - Con riferimento ai documenti disponibili su questo servizio, nè Studio Scivoletto, nè i suoi dipendenti forniscono alcuna garanzia, implicita o esplicita, nè si assumono alcuna responsabilità legale riguardante l'accuratezza, la completezza o l'utilità di tali informazioni. Studio Scivoletto declina ogni responsabilità per tali contenuti o per il loro uso - Testi e Foto sono protetti da copyright. L'utilizzo senza previa autorizzazione verrà perseguito a norma di legge.

Realizzazione: Studio Scivoletto - 01194800882